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Colosseo
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top
(latino)
«Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma;
cum cadet Colyseus cadet et Roma;
cum cadet Roma cadet et mundus»
(italiano)
«Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma;
quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma;
quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo»
(Profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo)
Il mwjqColosseo, originariamente conosciuto come mwjgAnfiteatro Flavio (mwjwin latino mwkaAmphitheatrum Flavium) o semplicemente mwkqAmphitheatrum (in mwkgitaliano Anfiteatro)cite-ref-4[4], è il più grande mwlwanfiteatro mwmaromano del mondo (in grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50mwmq 000 e 87mwmg 000), situato nel centro della città di mwmwRoma. È il più importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento dell'mwnaantica Roma che sia giunto fino a noi.cite-ref-referencea-5-0[5]
Inserito nel mwog1980 nella lista dei mwowPatrimoni dell'umanità dell'mwpaUNESCO - insieme all'intero mwpqCentro storico di Roma, alle mwpgZone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e alla mwpwBasilica di San Paolo fuori le mura - nel mwqa2007, unico monumento europeo, è stato anche inserito fra le mwqqmwqgNuove sette meraviglie del mondo a seguito di un concorso organizzato da mwqwNew Open World Corporation (NOWC).
L'anfiteatro fu edificato in mwrqepoca flavia su un'area al limite orientale del mwrgForo Romano. La sua costruzione, iniziata da mwrwVespasiano nel mwsa70 d.C., fu conclusa da mwsqTito, che lo inaugurò il 21 aprile nell'mwsg80 d.C. Ulteriori modifiche vennero apportate durante l'impero di mwswDomiziano, nel mwta90 d.C.
L'edificio forma un ovale policentrico di 527mwtg m di perimetro, con assi che misurano 187,5 e 156,5mwtw m. L'arena all'interno misura mwua86 × 54 m, con una superficie di mwuq3357 m².cite-ref-6[6] L'altezza attuale raggiunge 48mwvg m, ma originariamente arrivava a 52mwvw m. La struttura esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima mwwaEtà imperiale, basate rispettivamente sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ellittica e sulla complessità dei sistemi costruttivi. Archi e volte sono concatenati tra loro in un serrato rapporto strutturale.
Il nome "Colosseo" si diffuse solo nel mwwgMedioevo, e deriva dalla deformazione popolare dell'aggettivo latino "colosseum" (traducibile in "colossale", come appariva nell'mwwwAlto Medioevo tra le casette a uno o due piani)cite-ref-7[7] o, più probabilmente, dalla vicinanza della mwyacolossale statua di Nerone che sorgeva nei pressi.cite-ref-8[8] Presto l'edificio divenne simbolo della città imperiale, espressione di un'ideologia in cui la volontà celebrativa giunge a definire modelli per lo svago e il divertimento del popolo.
Anticamente era usato per gli spettacoli dei mwzggladiatori e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, mwzwbattaglie navali, dette naumachie, rievocazioni di battaglie famose e drammi basati sulla mwaamitologia classica). Non più in uso dopo il mwaqVI secolo,cite-ref-9[9] l'enorme struttura venne riutilizzata nei secoli, anche come cava di materiale. Oggi è un simbolo della città di Roma e una delle maggiori attrazioni turistiche sotto forma di mwbgmonumento archeologico regolarmente visitabile.
Contents
• Storia
• Giochi
• Problemi
• Note
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Storia
«Taccia la barbara Menfi il prodigio delle piramidi, né il lavoro degli Assiri esalti più Babilonia; né siano celebrati gli effeminati Ioni per il tempio di Diana; l'altare dei molteplici corni faccia dimenticare Delo; né i Cari portino più alle stelle, con lodi sperticate, il Mausoleo proteso nel vuoto. Ogni opera cede dinanzi all'Anfiteatro dei Cesari, la fama parlerà ormai d'una sola opera al posto di tutte.»
(Marziale, Liber de spectaculis, 1-7-8)
Costruzione
La costruzione iniziò fra il mwgq70 e il 72 sotto l'imperatore mwggVespasiano, della mwgwdinastia flavia. I lavori furono finanziati, come altre opere pubbliche del periodo, con il provento delle tasse provinciali e il bottino del saccheggio del mwhatempio di mwhqGerusalemme (mwhg70).cite-ref-10[10] Nel 1813 fu rinvenuto un blocco di marmo reimpiegato in epoca tarda, che recava ancora i fori delle lettere di bronzo dell'iscrizione dedicatoriacite-ref-11[11], in origine posta sopra un ingresso: il testo è stato ricostruito nel modo seguente:
(latino)
«
I[MP(ERATOR)] CAES(AR)
VESPASI[ANUS AUG(USTUS)]
AMPHITEATRU[M NOVUM]
[EX] MANUBI(I)S [FIERI IUSSIT]
»
(italiano)
«L’imperatore Cesare
Vespasiano Augusto
fece erigere il nuovo anfiteatro
con i proventi del bottino.»
(CIL VI, 40454a2.)
L'area scelta era una vallata tra la mwkqVelia, il mwkgcolle Oppio e il mwkwCelio, in cui si trovava un lago artificiale (lo mwlastagnum citato dal poeta mwlqMarziale), fatto scavare da mwlgNerone per la propria mwlwmwmaDomus Aurea.
Questo specchio d'acqua, alimentato da fonti che sgorgavano dalle fondazioni del mwmgTempio del Divo Claudio sul Celio, venne ricoperto da Vespasiano con un gesto "riparatorio" contro la politica del "tiranno" mwmwNerone, che aveva usurpato il terreno pubblico e lo aveva destinato a uso proprio, rendendo così evidente la differenza tra il vecchio e il nuovo principato. Vespasiano fece dirottare l'acquedotto per uso civile, bonificò il lago e vi fece gettare delle fondazioni, più resistenti nel punto in cui avrebbe dovuto essere edificata la mwngcavea.
Vespasiano vide la costruzione dei primi due piani e riuscì a dedicare l'edificio prima di morire nel mwoa79cite-ref-richardson-12-0[12]. L'edificio era il primo grande mwpqanfiteatro stabile di Roma, dopo due strutture minori o provvisorie di epoca giulio-claudia (lmwpg'mwpwmwqaamphiteatrum Tauri e lmwqq'mwqgmwqwamphiteatrum Caligulae) e dopo 150 anni dai primi anfiteatri in mwraCampania.cite-ref-13[13]
mwsgTito aggiunse il terzo e quarto ordine di posti e inaugurò l'anfiteatro con mwswcento giorni di giochi nell'mwta80cite-ref-14[14]. Poco dopo il secondo figlio di Vespasiano, l'imperatore mwuqDomiziano, operò notevoli modifiche, completando l'opera mwugad mwuwclipea (probabilmente scudi decorativi in bronzo dorato)cite-ref-richardson-12-1[12], aggiungendo forse il mwwamaenianum summum in ligneiscite-ref-15[15] e realizzando i sotterranei dell'arena: dopo il completamento dei lavori non fu più possibile tenere nell'anfiteatro le mwxqnaumachie (rappresentazioni di battaglie navali), che invece le fonti riportano per l'epoca precedente.
Contemporaneamente all'anfiteatro furono innalzati alcuni edifici di servizio per i giochi: i mwxwludi (caserme e luoghi di allenamento per i gladiatori, tra cui sono noti il mwyamwyqMagnus, il mwygGallicus, il mwywMatutinus e il mwzaDacicus), la caserma del distaccamento dei marinai della mwzqmwzgClassis Misenensis (la mwzwflotta romana di base a mw0aMiseno) adibiti alla manovra del mw0qmw0gvelarium (mw0wcastra misenatium), il mw1asummum choragium e gli mw1qarmamentaria (depositi delle armi e delle attrezzature), il mw1gsanatorium (luogo di cura per le ferite dei combattimenti) e lo mw1wspoliarum, un luogo in cui venivano trattate le spoglie dei gladiatori morti in combattimento.
L'epoca imperiale
«Il Colosseo, la più bella rovina di Roma, termina il nobile recinto dove si manifesta tutta la storia. Questo magnifico edificio, di cui esistono solo le pietre spoglie dell'oro e de' marmi, servì di arena ai gladiatori combattenti contro le bestie feroci. Così si soleva divertire e ingannare il popolo romano, con emozioni forti, quando i sentimenti naturali non potevano più avere slancio.»
mw6qNerva e mw6gTraiano fecero dei lavori, attestati da alcune iscrizionicite-ref-16[16], ma il primo intervento di restauro si ebbe sotto mw7wAntonino Piocite-ref-17[17]. Nel mw9a217 un incendio, innescato presumibilmente da un fulmine, fece crollare le strutture superiori; i lavori di restauro fecero chiudere il Colosseo per cinque anni, dal mw9q217 al mw9g222, e i giochi si trasferirono al mw9wCirco Massimocite-ref-18[18]. I lavori di restauro furono iniziati sotto mw-aEliogabalo (mw-q218-mw-g222) e portati avanti da mw-wAlessandro Severo, che rifece il colonnato sulla mwaqasumma cavea. L'edificio fu riaperto nel mwaqe222, ma solo sotto mwaqiGordiano III i lavori poterono dirsi conclusi,cite-ref-19[19] come sembra anche dimostrare la monetazione di questi due imperatori.cite-ref-20[20]cite-ref-21[21] Un altro incendio causato da un fulmine fu all'origine dei lavori di riparazione ordinati dall'imperatore mwaq8Decio nel mwara250.cite-ref-richardson-12-2[12]
Dopo il mwarysacco di Roma del mwarc410 per opera dei mwargVisigoti di mwarkAlarico, sul podio che circondava l'arena fu incisa un'iscrizione in onore dell'imperatore mwaroOnorio, forse in seguito a restauri. Onorio proibì i mwarsludi gladiatori e da allora fu adibito alle mwarwmwar0venationes. L'iscrizione fu successivamente cancellata e riscritta per ricordare grandi lavori di restauro dopo un terremoto nel mwar4442cite-ref-22[22], per opera dei mwasmmwasqpraefecti urbi Flavio Sinesio Gennadio Paolo e Rufio Cecina Felice Lampadio. mwascCostanzo II lo ammirò sommamentecite-ref-23[23]. Altri restauri a seguito di terremoti si ebbero ancora nel mwasw470cite-ref-24[24], per opera del console mwateMessio Febo Severo. I restauri continuarono anche dopo la caduta dell'mwatiImpero romano d'Occidente: dopo un terremoto nel mwatm484 o nel mwatq508 il mwatupraefectus urbi mwatyDecio Mario Venanzio Basilio curò i restauri a proprie spesecite-ref-25[25].
Le mwatwmwat0venationes proseguirono fino all'epoca di mwat4Teodorico. Abbiamo i nomi delle più importanti famiglie senatorie dell'epoca di mwat8Odoacre iscritte sui mwauagradus: tale usanza è molto più antica, ma periodicamente i nomi erano cancellati e sostituiti con quelli dei nuovi occupanti (anche a seconda del diverso grado tra mwaueclarissimi, mwauispectabilis e mwaumillustres), per cui restano solo quelli dell'ultima redazione prima del crollo dell'impero.
Dal Medioevo all'epoca moderna
Dopo l'abbandono fu adibito nel mwauoVI secolo ad area di sepoltura e poco dopo utilizzato come mwauscastello. Tra il VI e il VII secolo fu fondata all'interno del Colosseo una cappella oggi nota come mwauwchiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseocite-ref-0-26-0[26]. Sotto mwavepapa Leone IV fu gravemente danneggiato da un terremoto (mwavi847 circa)cite-ref-richardson-12-3[12]. Il grande mwavcterremoto del 1349 provocò il crollo dell'esterno lato sud, costruito su un terreno alluvionale instabile. A lungo mwavgutilizzato come fonte di materiale edilizio, nel mwavkXIII secolo fu occupato da un palazzo dei mwavoFrangipane, successivamente demolito, ma il Colosseo continuò a essere occupato da altre abitazioni. I blocchi di mwavstravertino furono sistematicamente asportati nel mwavwXV e mwav0XVI secolo per nuove costruzioni, nel 1451cite-ref-27[27] si scavano, si spezzano e si mandano alle fornaci da calce di mwawiPapa Nicolò V i travertini, gli asproni ed i marmi del Colosseo. Appaltatore principale M° Giovanni di Foglia lombardo.cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] In una sola annata mwawsPapa Nicolò V trasse dal Colosseo 2,500 carrate di travertini e tufi:cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]
«1451 5 settembre. A M.° Giovanni di Foglia lombardo de dare a di 5 dì settembre due. 12 larghi conti a llui in 2 volte i quali gli 6 prestati per parte de lavoro de 1' asprone che chava a Chuliseo a sue spese.»
I blocchi caduti a terra furono ancora utilizzati nel mwaxy1634 per la costruzione di mwaxcPalazzo Barberini e nel mwaxg1703, dopo un altro mwaxkterremoto, per il mwaxoporto di Ripetta.
mwaxwBenvenuto Cellini, nella sua mwax0Autobiografia, raccontò di una spettrale notte tra demoni evocati nel Colosseo, a testimonianza della fama sinistra del luogo.
Nel corso del mwayqGiubileo del mwayu1675 assunse il carattere di luogo sacro in memoria dei molti martiri cristiani qui condannati al supplizio. Nel mwayy1744 mwaycpapa Benedetto XIV ordinò la fine delle spoliazioni con un edittocite-ref-32[32] e vi fece costruire le quattordici edicole della mwaywmway0Via Crucis, e nel mway41749 dichiarò il Colosseo chiesa consacrata a Cristo e ai martiri cristiani.
Nel mwaza1787 durante il soggiorno di mwazeGoethe a Roma lasciò una descrizione enfatica del monumento visto di notte tra le pagine del suo mwazimwazmViaggio in Italia:
«Incantevole è soprattutto la vista del Colosseo, che di notte è chiuso; all'interno, in una cappelletta, vive un eremita e sotto le volte in rovina si riparano i mendicanti. Essi avevano acceso il fuoco sul terreno del fondo, e un venticello spingeva il fumo sopra tutta l'arena, coprendo la parte bassa dei ruderi, mentre le mura gigantesche torreggiavano fosche in alto; noi, fermi davanti all'inferriata, contemplavamo quel prodigio, e in cielo la luna splendeva alta e serena. A poco a poco il fumo si diffondeva attraverso le pareti, i vani, le aperture, e nella luce lunare sembrava nebbia. Era uno spettacolo senza l'uguale. Così si dovrebbero vedere illuminati il Pantheon e il Campidoglio, il colonnato di S. Pietro e altre grandi vie e piazze. E così il sole e la luna, non dissimilmente dallo spirito umano, hanno qui tutt'altra funzione che in altri luoghi: qui, dove il loro sguardo è fronteggiato da masse enormi, eppure formalmente perfette.»
(Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia, p.171)
Epoca contemporanea: i restauri ottocenteschi
Liberato in due grandi riprese, con gli scavi diretti da mwazcCarlo Fea, Commissario per le Antichità, nel mwazg1811 e mwazk1812 e con quelli di mwazoPietro Rosa (mwazs1874-mwazw1875), agli inizi dell'mwaz0Ottocento, oltre a essere oggetto dei più fantasiosi progetti di riuso fino alla metà del mwaz4Settecento, il Colosseo era staticamente compromesso, dopo esser stato per secoli abitato, adibito a luogo di culto cristiano e utilizzato come cava di mwaz8travertino. Uno dei principali e più evidenti problemi era l'interruzione brusca dell'anello più esterno nei lati in corrispondenza delle attuali via di San Giovanni in Laterano e mwaaavia dei Fori Imperiali che furono non a caso oggetto dei restauri più importanti. Il Fea descrisse pure le possibili motivazioni della presenza di fori sulle pietre del monumento interpretandoli come sistema per rimuovere le grappe metalliche che tenevano unite le pietre.cite-ref-33[33]
L'intervento di Raffaele Stern
Dopo l'istituzione di una commissione straordinaria da parte di mwabipapa Pio VII, i primi restauri iniziarono dopo il mwabm1806, anno in cui un violento terremoto compromise la statica dei due lati liberi dell'anello più esterno. Il terremoto aveva particolarmente aggravato la situazione del terzo anello sul lato occidentale dove, a causa di conci ormai pericolanti, era richiesto un intervento di emergenza.
Dopo il puntellamento dei conci, furono immediatamente montati i ponteggi per la creazione di uno sperone che facesse da mwabucontrafforte. mwabyRaffaele Stern escogitò due modalità di intervento da sottoporre al vaglio dell'mwabcAccademia di San Luca: "mwabgper via di togliere", che consisteva nell'eliminazione della parte di attico e delle arcate del terz'ordine danneggiate, soluzione scartata, e "mwabkper via d'aggiungere", poi effettivamente realizzata con l'aggiunta di uno sperone in laterizio.
Le prime due arcate di ogni ordine furono tamponate e lo sperone rustico fu realizzato privo delle forme architettoniche delle arcate esistenti a causa dell'emergenza e della necessità di praticare l'intervento in economia e rapidità. Anche i conci puntellati, caricati successivamente di significato romantico e descritti come bloccati nell'atto della caduta, non sono in realtà che il frutto di un intervento d'emergenza. Stern aveva inizialmente pensato di tinteggiare lo sperone, poi ironicamente chiamato “stampella”, con un intonaco color mwabstravertino per evitare l'eccessivo contrasto con le parti autentiche, ma la tinteggiatura non fu mai realizzata.
L'intervento di Giuseppe Valadier
mwab4Giuseppe Valadier, che si era già interessato del Colosseo nel mwab81815 con un mwacaProgetto per chiudere decentemente l'Anfiteatro Flavio mediante cancellate, si occupò nel mwace1823 del recupero dell'anello perimetrale nel lato verso i fori. La differenza sostanziale fra l'impostazione del restauro di Stern e quello di Valadier è che, mentre il primo fu realizzato sotto il pericolo di un crollo imminente, l'altro poté essere praticato in tutta calma.
Dal punto di vista statico l'intervento consistette in un nuovo sperone, realizzato con arcate identiche alle originali. L'aggiunta, interamente in mattoni, fu costruita utilizzando materiale diverso rispetto all'originale per motivi economici, e non per una volontà di differenziazione, con l'eccezione delle basi e dei capitelli in mwacmtravertino, messi in opera in maniera identica agli originali e con lo stesso livello di definizione. Anche in questo caso, per non guastare esteticamente la preesistenza, si progettò una scialbatura color travertino, mai realizzata.
A dieci anni dall'inizio dei lavori, l'opera fu celebrata da mwacwGiuseppe Valadier al pari di una nuova architettura in mwac0Opere di Architettura ed Ornamento, ove descrisse e illustrò minuziosamente il cantiere dalla costruzione delle impalcature alla fine del restauro, esaltandolo come una delle sue più grandi realizzazioni.
I lavori di Gaspare Salvi e Luigi Canina
Dagli mwadaanni trenta fino alla conclusione dei lavori avvenuta a mwademetà del secolo, i lavori passarono sotto la direzione di Gaspare Salvi e mwadmLuigi Canina.
Il primo intervento di Salvi riguardò la parte più gravemente compromessa dell'intera costruzione rimasta in piedi: il terzo anello sul lato dell'attuale via San Gregorio. Su delle basi in travertino Salvi costruì un completamento con archi in mwadulaterizio su imposte di mwadytravertino; dagli archi fece partire dagli speroni per ricollegare la parte di nuova costruzione alla parte antica, che fu così staticamente assicurata. I nuovi archi sono segnalati da mattoni bipedali disposti radialmente. I riempimenti dei muri radiali sono realizzati in mwadctravertino al primo ordine e in laterizio negli ordini superiori, mentre i pilastri di restauro sono interamente in mattoni. Alla morte di Salvi, Canina assunse la direzione dei lavori, risolvendo sullo stesso lato un problema di strapiombo verso l'interno della parte più alta della costruzione, che fu assicurata con tiranti in ferro ai contrafforti in mattoni di nuova costruzione.
L'ultimo grande intervento fu operato sul lato a nord, verso l'attuale via degli Annibaldi, il più conservato con l'eccezione dell'attico, che presentava uno strapiombo di oltre 60 centimetri fuori dall'asse. Era dunque necessario costruire un sostegno per la parte più esterna strapiombante. Fu così costruito verso l'interno un abbozzo di quart'ordine nel secondo anello, in cui furono affondate catene binate per assicurare la parte d'attico non più in asse.
Il Novecento e i lavori contemporanei
I resti della mwaeqMeta Sudans, la fontana flavia, furono demoliti definitivamente tra il mwaeu1933 e il mwaey1936, insieme ai resti della base del mwaecColosso di Nerone durante i lavori per la costruzione di via dell'Impero, attuale mwaegvia dei Fori Imperiali, voluta da mwaekMussolini.
Dal mwae42002 il Colosseo è raffigurato sul rovescio della moneta da mwae85 centesimi di euro coniata dalla mwafaRepubblica Italiana.
Nel mwafi2007 il complesso è stato inserito fra le "mwafmSette meraviglie del mondo moderno".cite-ref-34[34] Il Colosseo al giorno d'oggi è la maggiore fonte turistica ed è il simbolo di Roma.cite-ref-35[35]
Origini dell'attuale nome
Nelle vicinanze era presente una mwagmstatua colossale di Nerone in mwagqbronzo, dalla quale si dice derivi il nome Colosseo, attestato a partire dal mwaguMedioevo e legato anche alle dimensioni colossali dell'edificio.cite-ref-36[36]
Dopo l'uccisione di mwagsNerone, la statua fu rimodellata per raffigurare mwagwmwag0Sol Invictus, il mwag4dio Sole, aggiungendo intorno alla testa i raggi della corona solare.cite-ref-37[37] Il Colosso fu quindi spostato dalla sua originale collocazione, l'atrio della mwahmDomus Aurea, per far posto al mwahqtempio di Venere e Roma sotto mwahuAdriano, nel mwahy126.cite-ref-38[38] Il sito del basamento della statua colossale dopo lo spostamento è segnato da un moderno basamento in mwahstufo.
La colossale statua di mwah0Nerone fu abbattuta in età imperiale ed è difficile che se ne serbasse il ricordo nel mwah4VI secolo. Il notaio e giudice Armannino da Bologna, nel mwaiaXIV secolo, sosteneva che il Colosseo fosse il principale luogo pagano del mondo. Secondo la sua interpretazione «il Colosseo era diventato la sede di alcune sette di maghi ed adoratori del demonio. A chi si avvicinava era chiesto: "Colis Eum?" (cioè "adori lui?", intendendo il diavolo) a cui bisognava rispondere "Ego Colo"»cite-ref-39[39]. mwaiuPapa Benedetto XIV fece esorcizzare il Colosseo e lo consacrò alla memoria della passione di mwaiyCristo e di tutti i santi.
Descrizione
Struttura
«Vedo una gran cerchia d'archi, e tutt'intorno giacciono pietre infrante che furono parte un tempo di una solida muraglia. Nelle fessure e sopra le volte cresce una foresta di arbusti, olivi selvatici, e mirti, e rovi intricati, e malerbe confuse... Le pietre sono massicce, immense, e sporgono l'una sull'altra. Vi sono terribili fenditure nelle mura, e ampie aperture da cui si vede il cielo azzurro ...»
L'edificio poggia su una piattaforma in mwai8travertino sopraelevata rispetto all'area circostante. Le fondazioni sono costituite da una grande platea in mwajatufocite-ref-referencea-5-1[5] di circa 13 m di spessore, foderata all'esterno da un muro in mwajulaterizio.
La struttura portante è costituita da mwajcpilastri in blocchi di travertino, collegati da perni: dopo l'abbandono dell'edificio si cercarono questi elementi metallici per fonderli e riutilizzarli, scavando i blocchi in corrispondenza dei giunti: a questa attività si devono i numerosi fori ben visibili sulla facciata esterna. I pilastri erano collegati da setti murari in blocchi di mwajktufo nell'ordine inferiore e in laterizio superiormente. La cavea era sostenuta da volte a botte trapezoidali volte a crociera e archi che poggiano sui pilastri di travertino e sui setti radiali di tufi o mattoni. All'esterno è usato il mwajotravertino, come nella serie di anelli concentrici di sostegno alla mwajscavea. In queste pareti anulari si aprono vari archi, decorati da mwajwparaste che li inquadrano. Le mwaj0volte a crociera (tra le più antiche del mondo romano) sono in mwaj4mwaj8opus caementicium e spesso sono costolonate tramite archi incrociati in mwakalaterizio, usato anche nei paramenti. I muri radiali, oltre i due mwakeambulacri esterni, sono rafforzati da blocchi di mwakitufo.
Un complesso sistema di adduzione e smaltimento idrico consentiva la manutenzione dell'edificio e alimentava le fontane poste nella mwakwcavea per gli spettatori.
Facciata esterna
La mwalufacciata esterna (alta fino a 48,50 m) è in mwalytravertino e si articola in quattro ordini, secondo uno schema tipico di tutti gli edifici da spettacolo del mondo romano: i tre registri inferiori con 80 arcate numerate, rette da mwalcpilastri ai quali si addossano semicolonne, mentre il quarto livello (mwalgattico) è costituito da una parete piena, scandita da mwalklesene in corrispondenza dei pilastri delle arcate. Gli ordini per ogni piano sono dorico, ionico e corinzio. L'ultimo piano è pure definito in stile corinzio.
Nei tratti di parete tra le mwalslesene si aprono 40 piccole finestre quadrangolari, una ogni due riquadri (nei riquadri pieni dovevano trovarsi i clipei bronzei), e immediatamente sopra il livello delle finestre vi sono collocate tre mwalwmensole sporgenti per ogni riquadro, nelle quali erano alloggiati i pali di legno che venivano utilizzati per aprire e chiudere il mwal0mwal4velarium, probabilmente ancorato a terra alla serie di cippi inclinati di pietra che ancora oggi sono in parte visibili esternamente, al limite della pedana in travertino su cui poggia il Colosseo (visibili quelli sul lato verso il mwal8Celio). Nel primo ordine sono presenti 80 ingressi di cui 4 particolari, posti sugli assi dell’ellisse.
Sull’asse corto vi erano gli ingressi per le tribune d’onore (l’ingresso per l’imperatore); sull’asse lungo gli ingressi che conducevano direttamente all’arena. Inoltre i diversi piani erano riservati per ogni classe sociale.
L’imperatore sedeva la mattina nel podio verso l’Arco di Costantino e il pomeriggio in quello verso l'odierna Metropolitana.
Al secondo e terzo livello gli archi sono bordati da un mwamkparapetto continuo, in corrispondenza del quale le semicolonne presentano un dado come base.
Le semicolonne e le lesene dei quattro ordini hanno a partire dal basso mwamscapitelli mwamwtuscanici, mwam0ionici, mwam4corinzi e corinzi a foglie lisce. I primi tre ordini ripetono la medesima successione visibile sulla facciata esterna del mwam8teatro di Marcello.
Il velario
Il Colosseo aveva una copertura in tessuto (mwankvelarium in latino) formata da molti teli che, secondo alcuni studiosi (Manzione), coprivano gli spalti degli spettatori ma lasciavano scoperta l'arena centrale. Questa soluzione avrebbe protetto dal sole tutti gli spettatori solo a mezzogiorno, mentre durante il resto della giornata, i raggi solari avrebbero illuminato una porzione più o meno ampia degli spalti. Altri studiosi (D'Anna e Molari) ipotizzano una copertura totale, compresa l'arena. Il mwanomwansvelarium era usato per proteggere le persone dal sole ed era manovrato da un distaccamento di marinai della flotta di Miseno, stanziata accanto al Colosseo. I teli erano fissati con un complesso sistema di funi e guidati da pulegge. Secondo alcuni studiosi (tra cui Manzione) l'intera struttura era fissata a terra con funi legate a cippi di pietra posti all'esterno del Colosseo, e in parte visibili ancora oggi. Recenti scavi hanno però mostrato che i cippi sono privi di fondazioni e l'ipotesi è quindi caduta.
Cavea e accessi per il pubblico
All'interno si trova la mwaoimwaomcavea con i gradini per i posti degli spettatori; era interamente in marmo e suddivisa, tramite mwaoqpraecinctiones o mwaoubaltea (fasce divisorie in muratura), in cinque settori orizzontali (mwaoymaeniana), riservati a categorie diverse di pubblico, il cui grado decresceva con l'aumentare dell'altezza. Il settore inferiore, riservato ai mwaocsenatori e alle loro famiglie, aveva gradini ampi e bassi che ospitavano seggi di legno (mwaogsubsellia); sulla balaustra del podio venivano iscritti i nomi dei senatori a cui i posti inferiori erano riservati.
Seguivano il mwaoomaenianum primum, con una ventina di gradini di mwaosmarmo, il mwaowmaenianum secundum, suddiviso in mwao0imum (inferiore) e mwao4summum (superiore), ancora con circa sedici gradini in marmo, e infine il mwao8maenianum summum, con circa undici gradini lignei all'interno del portico colonnato che coronava la cavea (mwapaporticus in summa cavea): i resti architettonici di quest'ultimo appartengono ai rifacimenti di epoca mwapeseveriana o di mwapiGordiano III. Sui gradini sotto il colonnato prendevano posto le donne, alle quali, da Augusto in poi, fu sempre vietato di mescolarsi ad altri spettatori. Il posto peggiore era sul terrazzo sopra il colonnato, solo con posti in piedi, destinato alle classi infime della mwapmplebe.
Verticalmente i settori erano scanditi da scalette e dagli accessi alla mwapucavea (mwapyvomitoria), ed erano protetti da transenne in marmo (risalenti ai restauri del mwapcII secolo).
Alle due estremità in corrispondenza dell'asse minore, precedute esternamente da un mwapkavancorpo, si trovavano due palchi riservati agli alti personaggi ospitati nei due palchi oggi scomparsi. Uno, a forma di "S", era destinato all'mwapoimperatore, ai mwapsconsoli e alle mwapwvestali; l'altro al mwap0mwap4praefectus urbi e ad altri dignitari.
Gli spettatori raggiungevano il loro posto entrando dalle arcate loro riservate. Gli imperatori e le autorità raggiungevano i loro posti fruendo del privilegio di entrare da ingressi riservati, posti sull'asse minore dell'ovale, mentre gli ingressi collocati al centro dell'asse maggiore erano riservati agli attori e ai protagonisti degli spettacoli. Ma il resto del pubblico doveva mettersi in coda sotto l'arcata che mostrava il numero corrispondente alla tessera assegnata. Ciascuna delle arcate per il pubblico era quindi contraddistinta da un numerale, inciso sulla mwaqachiave di volta, per consentire agli spettatori di raggiungere rapidamente e ordinatamente il proprio posto. I numeri incisi sulle arcate del Colosseo erano colorati di rosso per essere visibili anche da lontano. Lo hanno rivelato i restauri sponsorizzati dal gruppo Tod's e durante i quali, agendo con la nebulizzazione d'acqua per rimuovere lo sporco e lo smog depositati sul prospetto dell'edificio, sono venute alla luce tracce di colore piccole, ma inequivocabili.cite-ref-40[40] Da qui si accedeva a scale incrociate che portavano a una serie simmetrica di corridoi anulari coperti a volta. Immettono ciascuna in un ampio settore comprendente tre cunei, scompartito da pilastri. Il percorso aveva le pareti rivestite in mwaqumarmo e presentava una decorazione a mwaqystucco sulla volta, ancora quella originale di epoca flavia. Il palco meridionale, che ospitava l'imperatore, aveva anche un altro accesso più diretto, attraverso un mwaqccriptoportico che dava direttamente all'esterno.
Le altre arcate davano accesso alle numerose scale a una o due rampe che portavano ai settori superiori. Le pareti erano qui rivestite di intonaco, anche sulle volte.
Arena e ambienti di servizio sottostanti
L'arena ellittica (86 × 54 m) presentava una pavimentazione parte in muratura e parte in tavolato di legno, e veniva ricoperta da sabbia, costantemente pulita, per assorbire il sangue delle uccisioni. Era separata dalla mwarccavea tramite un alto mwargmwarkpodium di circa 4 m, decorato da nicchie e marmi e protetto da una mwarobalaustra bronzea, oltre la quale erano situati i sedili di rango. L'arena aveva varie trappole e montacarichi che comunicavano con i sotterranei e che potevano essere utilizzati durante lo spettacolo.
Sotto l'arena erano stati realizzati ambienti di servizio (ipogeo), articolati in un ampio passaggio centrale lungo l'asse maggiore e in dodici corridoi curvilinei, disposti simmetricamente sui due lati. Qui si trovavano i montacarichi che permettevano di far salire nell'arena i macchinari o gli animali impiegati nei giochi e che, in numero di 80, si distribuivano su quattro dei corridoi: i resti conservati si riferiscono a un rifacimento del mwarwIII o mwar0IV secolo. Tuttavia è ancora possibile fare un confronto con i sotterranei dell'mwar4Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, realizzato dagli stessi architetti del Colosseo, in modo da avere un'idea di come potevano essere in epoca romana i sotterranei del Colosseo: a mwar8Pozzuoli infatti sono tuttora visibili gli ingranaggi che i Romani utilizzavano per sollevare le gabbie contenenti belve feroci sull'arena. Il tetto dei sotterranei non è più conservato, quindi gli ambienti sottostanti l'arena sono oggi visibili all'aperto.cite-ref-41[41]
Le strutture di servizio sottostanti all'arena erano fornite di ingressi separati:
• gallerie sotterranee all'estremità dell'asse principale davano accesso al passaggio centrale sotto l'arena, ed erano utilizzate per l'ingresso di animali e macchinari;
• due ingressi monumentali con arcate sull'asse maggiore davano direttamente nell'arena ed erano destinate all'ingresso dei protagonisti dei giochi (la mwasgpompa), gladiatori e animali troppo pesanti per essere sollevati dai sotterranei;
• l'arena era accessibile per gli inservienti anche da passaggi aperti nella galleria di servizio che le correva intorno sotto il podio del settore inferiore della mwasocavea. Alla galleria si arrivava dall'anello più interno, lo stesso che utilizzavano i senatori per raggiungere i propri posti.
Chiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseo
All'interno del Colosseo è situata la mwas0chiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseo, luogo di culto cattolico. La piccola chiesa è inserita in uno dei fornici dell'anfiteatro Flavio. Venne probabilmente fondata tra il VI e il VII secolo, sebbene le prime notizie certe riguardo la sua esistenza risalgono al XIV secolocite-ref-0-26-1[26]cite-ref-1-42-0[42].
La chiesa ha rappresentato da sempre un luogo di culto in memoria dei martiri cristiani che persero la vita all'interno del Colosseo, e fu frequentata da numerosi santi tra cui mwatcSan Ignazio di Loyola, mwatgSan Filippo Neri e mwatkSan Camillo de Lellis. L'archeologo romano mwatoMariano Armellini racconta che la cappella: mwats" … era destinata in origine a guardaroba della compagnia che soleva rappresentare nell'arena dell'anfiteatro il gran dramma della Passione di Gesù Cristo, uso che si mantenne fino ai tempi di mwatwPaolo IV"cite-ref-0-26-2[26]cite-ref-1-42-1[42]. In seguito, nel 1622, l'edicola fu acquistata dalla Confraternita del Gonfalone che la trasformò in un oratorio, e la affidò a un monaco come custode del luogo.
Nel 1936 il Vicariato di Roma affidò al mwauyCircolo San Pietro l'incarico di provvedere all'officiatura della chiesa.cite-ref-0-26-3[26]cite-ref-1-42-2[42]
Giochi
Il Colosseo ospitava i giochi dell'anfiteatro, che comprendevano: lotte tra animali (mwavimwavmvenationes), l'uccisione di condannati da parte di animali feroci o altri tipi di esecuzioni (mwavqnoxii) e i combattimenti tra gladiatori (mwavumunera). Le attività seguivano un programma codificato: la mattina c'erano i combattimenti fra gli animali o fra un gladiatore e un animale, all'ora di pranzo si eseguivano le condanne a morte e solo nel pomeriggio si svolgevano i combattimenti fra gladiatori.
Gli ultimi combattimenti tra gladiatori sono testimoniati nel mwavs437, ma l'anfiteatro fu ancora utilizzato per le mwavwmwav0venationes (uccisione di animali) fino al regno di mwav4Teodorico il Grande: le ultime vennero organizzate nel mwav8519, in occasione del mwawaconsolato di mwaweEutarico (genero di Teodorico), e nel mwawi523, per il consolato di mwawmAnicio Massimo.
Gli scavi dei collettori fognari del Colosseo hanno restituito resti di scheletri di numerosi animali domestici e selvatici, tra cui orsi, leoni, cavalli, struzzi.
Visitatori
Il Colosseo è un bene in consegna al Parco archeologico del Colosseo e da esso è direttamente gestito e tutelatocite-ref-43[43]. Nel 2023 il circuito archeologico Colosseo, mwaxmForo Romano e mwaxqPalatino ha registrato mwaxu12 298 246 visitatori, risultando il primo sito museale statale italiano più visitato (il primo tra quelli a pagamento).cite-ref-databeniculturali-3-1[3]
Secondo uno studio condotto da mwaxsDeloitte, azienda multinazionale leader nel settore della consulenza e revisione, il Colosseo contribuisce al mwaxwPIL italiano per 1,4 miliardi di euro come attrazione turistico-culturale, e ha un valore sociale stimato di circa 77 miliardi di euro.cite-ref-44[44]
Nella tabella che segue è riportato l'andamento complessivo del "Circuito archeologico Colosseo, Foro romano e Palatino" negli ultimi anni, sulla base dei dati dell'ufficio statistico dei beni culturali italiani:cite-ref-45[45]
| Anno | Visitatori totali | Introiti lordi | Prezzo medio entrata |
|---|---|---|---|
| 2019 [ 46 ] | 7 500 000 | 73 milioni di € | € 9,75 |
| 2018 [ 47 ] | 7 665 000 | 75 milioni di € | € 9,75 |
| 2017 [ 48 ] | oltre 7 milioni | circa 70 milioni di € | € 9,75 |
| 2015 [ 49 ] | 6 551 046 [ 50 ] | € 57 517 892,00 | € 9,50 |
| 2014 [ 51 ] | 6 171 702 | € 41 440 839,00 | € 6,71 |
| 2013 [ 52 ] | 5 625 219 | € 39 657 672,00 | € 7,05 |
| 2008 [ 53 ] | 4 777 989 | € 32 284 235,70 | € 6,76 |
| 2003 [ 54 ] | 3 135 905 | € 18 475 072,00 | € 5,89 |
| 1998 [ 55 ] | 2 811 076 | € 11 196 963,23 | € 3,98 |
Problemi
I rivenditori abusivi di biglietti continuano a essere al centro dell'attenzione della mwa6kPolizia Locale e dei mwa6oCarabinieri; queste persone si occupano illegalmente di attività di commercio ambulante a nome di presunte agenzie turistiche, o mediazione nella vendita di biglietti di ingresso al Colosseo.cite-ref-2-56-0[56]cite-ref-3-57-0[57] Ricordando, ovviamente, che l’unico ente responsabile della vendita di biglietti è il Parco Archeologico e nessuna agenzia turistica.
Il Colosseo è stato al centro anche di diverse problematiche riguardo la sicurezza, in particolare con il fenomeno dei "centurioni", che intimidivano le guide turistiche nel Parco Archeologico, esigendo una percentuale dei loro guadagni per permetter loro di continuare a lavorare e vivere sotto minaccia di violenza.cite-ref-4-58-0[58] Questo fenomeno di illegalità nell'area del Colosseo è un problema persistente che ha sfidato varie amministrazioni comunali, nonostante le ordinanze e i divieti implementati e le sfide legali al TAR (mwa7gTribunale Amministrativo Regionale).
Collegamenti
È raggiungibile dalla stazione
Colosseo
.
È raggiungibile dalla stazione
Colosseo
.
Note
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cite-note-richardson-1212. ↑ Richardson 1992.
cite-note-1313. ↑ Ovvero l'mwbbuanfiteatro di Capua (ca. 100 a.C.) e l'mwbbyanfiteatro di Pompei (ca. 70 a.C.).
cite-note-1515. ↑ Cfr. la rappresentazione sul mwbb8monumento degli Haterii.
cite-note-1717. ↑ mwbc4mwbc8Historia Augusta, mwbdaAntonino Pio, VIII.2.
cite-note-1818. ↑ mwbdqCassio Dione, LXXIX.25.2-3.
cite-note-1919. ↑ mwbdgmwbdkHistoria Augusta, mwbdoEliogabalo, XVII.8; mwbdsmwbdwHistoria Augusta, mwbd0Alessandro Severo, XXIV.3; mwbd4mwbd8Historia Augusta, mwbeaMassimino e Balbino, I.4.
cite-note-2020. ↑ CNI XII 3 (Martin V); Muntoni 2 (Pius II); Berman 390; apparentemente non pubblicato, ma vedi Gnecchi II, p. 80, 9 (dritto) e Gnecchi III, p. 42 = Toynbee pl. 29, 7 (retro). Vedi anche BMC 156-157 e Cohen 468 per i sesterzi dello stesso tipo (che però datano al 223 d.C.). Fronte: IMP CAES M AVREL SEV ALEXANDER AVG, busto laureato e drappeggiato di Severo Alessandro a destra. Retro: PONTIF MAX TR P III COS P P; l'anfiteatro Flavio, è mostrato frontalmente con quattro livelli: il primo con archi, il secondo con archi che contengono statue, il terzo con nicchie che contengono statue e il quarto con finestre quadrate e clipei circolari; in una vista a volo d'uccello si può vedere l'interno con due file di spettatori. All'esterno, a sinistra mwbeoSevero Alessandro è in piedi e sacrifica su un basso altare; dietro a lui la mwbesMeta Sudans e una grande statua del Sole. A destra un edificio a due piani con due timpani e una statua maschile (Jupiter?) accanto.
cite-note-2121. ↑ Gnecchi p. 89, 23 and Tav. 104, 6; cf. Cohen 166. Fronte: IMP GORDIANVS PIVS FELIX AVG, busto laureato con drappo e corazza; Retro: MVNIFICENTIA GORDIANI AVG, toro che combatte con elefante nel Colosseo visto dall'altro; Colosso di Nerone e mwbfuMeta Sudans, e mwbfyTempio di Venere e Roma, o mwbfcLudus Magnus sull'altro lato.
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Voci correlate
• mwbcmArte flavia
• mwbcuAnfiteatro
• mwbccColosseo nella pittura
• mwbckGladiatori
• mwbcsValle del Tevere
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su colosseo.it.
• (EN) Sito ufficiale, su colosseo.it.
• citereftreccani-itColosseo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itColossèo, su sapere.it, De Agostini.
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• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Colosseo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• Colosseo, su archINFORM.
• (EN) Colosseo, su Structurae.
• (DE) Colosseo, su amphi-theatrum.de.
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• (EN) Colosseo, su Comic Vine, Fandom.
• mwbdiThe Amphitheatre. Logical construction of an architectural typology - L'Anfiteatro. Logica costruttiva di una tipologia architettonica di Gabriele Farre, su academia.edu. URL consultato il 17 marzo 2017.
• mwbdqNotizie e informazioni sul Colosseo nel sito della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, su archeoroma.beniculturali.it. URL consultato il 22 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2011).
• mwbdyAudioguida tratta da wikipedia sul colosseo Roma, su leaudioguide.net.
• mwbdgColosseo al nero, utopie relitti di Enrico Parlato, su museoradio3.rai.it. URL consultato il 17 marzo 2017.
• mwbdoColosseo - Anfiteatro Flavio su romanoimpero.com
• mwbdwColosseo - Secret World, su sworld.co.uk.
• mwbeaWebcam in tempo reale del Colosseo, su skylinewebcams.com.